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Un rosso in cui la tradizione sposa l’innovazione: profondo, complesso e persistente con note di amarena, mora, liquirizia, cioccolato fondente e dolci spezie. Un Montepulciano d’Abruzzo con Tre Bicchieri, sublime fin dal suo esordio, nel 1992.

Il Vino Montepulciano d’Abruzzo Doc Mazzamurello – Torre dei Beati è un vino straordinario, che rappresenta a pieno il vero Montepulciano d'Abruzzo. Si presenta di notevole struttura, persistenza ed equilibrio. La tecnica di lavorazione sulle fecce fini, che dona al vino caratteristiche di naturale stabilità, arricchisce il ricco ventaglio di frutto con profumi floreali e speziati di grande eleganza, introducendo una fresca profondità gustativa, capace di motivare un quadro di lunga progressione e di intrigante bevibilità.
Un vino Biologico ottenuto con la particolare tecnica di lavorazione sulle fecce fini alla quale vengono sottoposte le partite migliori dell’annata. Le peculiarità aromatiche legate a tale tecnica, che a volte, durante la maturazione in legno, si manifestano in modo abbastanza inusuale per un Montepulciano d'Abruzzo, ricordano il nome di questo scherzoso folletto della tradizione abruzzese: "Il Mazzamurello", immaginato nascosto tra barrique a giocare con il vino. Passione e amore verso la viticoltura, terreni argillosi-calcarei perfetti, condizioni pedoclimatiche uniche danno vita a un vino semplicemente eccellente.
INFO
Ingredienti: Uva Montepulciano 100%.

Il vigneto di Sant'Eusanio è un piccolo giardino di vigne circondato da boschi di
pini. Si trova nella zona più alta e fredda di tutta Valle Reale a 497 m s.l.m.
L’esposizione a nord, il terreno ciottoloso e le ampie escursioni termiche tra il
giorno e la notte sono al limite per la maturazione del Montepulciano, tanto da
renderlo un vino unico. Esso è un’espressione senza compromessi del
Montepulciano di montagna e parla il linguaggio scattante dell’acidità e della
freschezza combinato con una struttura equilibrata. Le viti sono state piantate
nella primavera del 2002. Il Montepulciano del Vigneto Sant’Eusanio è stato
prodotto per la prima volta nel 2009, con una fermentazione spontanea. Nelle
annate giuste rappresenta, nella sua apparente semplicità, il vino più elegante
della nostra produzione.
Il cambiamento climatico che sta investendo il nostro territorio provoca danni o
vantaggi in funzione della situazione che va ad impattare. Se è vero che un tempo
era quasi impossibile pensare di poter raggiungere la maturità fenolica a
Sant’Eusanio, oggi il cambiamento climatico qui ci aiuta. Questa è un’annata
straordinariamente potente per Sant’Eusanio che però non cambia la sua natura
fine ed elegante. La tipica e consueta acidità e fragranza che ci regala questa
parcella, si combina con una struttura equilibrata grazie all’annata calda. Il
Vigneto di Sant’Eusanio è un vino che fermenta in acciaio e rimane per un anno a
contatto con i suoi lieviti. Viene successivamente affinato in bottiglia per 8 mesi
senza essere filtrato.

La vigna del Convento è l’ultimo CRU in ordine di tempo ritagliato all’interno della
superficie dei vigneti piantati nel comune di Capestrano; i terreni erano un tempo
coltivati a vigne e orti, di pertinenza dell’antico Convento di San Francesco,
edificato a partire dalla metà del XVº secolo su un colle che domina il piccolo borgo
di Capestrano.
Terreno magro e ricco di scheletri ma con una buona componente argillosa. Nel 2003
il vigneto ha affrontato la vendemmia più calda degli ultimi cento anni. Il
microclima, molto diverso da quello dell'altopiano di Popoli, è caldo e ventoso,
equilibrato dalla giusta quantità di umidità grazie al piccolo lago di Capestrano,
motivo per il quale la maturazione delle uve di questo Vigneto avviene prima. Con
la vendemmia 2018, nella parcella di Vigna del Convento, si sono raggiunte
maturità fenoliche che hanno permesso di produrre questo vino per la terza volta in
Vent’anni. Le uve molto concentrate, perfette per il metodo di vinificazione del solo
legno, in botti di Garbellotto da 50 quitali, ci hanno regalato un vino di grande
longevità, corpo e struttura, affiancati da un’ottima verticalità e grande eleganza.
Il bouquet è complesso, con spiccate note erbacee, il tannino è elegante ma presente.

Realizzato da uve Montepulciano provenienti da un unico vigneto di 30 anni, raccolte alla fine di ottobre con un rendimento di circa 60 quintali per ettaro. Fermenta spontaneamente in acciaio, con l’aiuto del pied de cuve, dove macera per circa 30 giorni. Viene affinato in grandi botti (20hl) e tonneau per 14 mesi.

menzione: Montepulciano d’Abruzzo Doc
annata: 2019
gradazione: 13,5% vol.
volume: 0.75 L
numero di bottiglie prodotte: 3540

Colore: Rosso rubino profondo con riflessi violacei. Olfatto: Il panorama aromatico è ampio, con immediati profumi floreali di rosa e fruttati di frutti di bosco (in particolare confettura di mirtilli), seguiti dalle note speziate di liquirizia, cumino, pepe bianco e quelle minerali di grafite a spaziare all’orizzonte. Gusto: Sorso decisamente materico e voluminoso, anche se dinamico e dotato di un ritmo gustativo dettato da tannini vitali e freschezza vibrante.

Il Testarossa Rosso Riserva viene prodotto con sole uve Montepulciano d’Abruzzo che gli conferiscono l’omonima denominazione e una molteplicità di aromi che spaziano dalla frutta alle spezie. Il processo produttivo ha inizio con la pigiatura delle uve e la fermentazione delle stesse, prosegue con la svinatura e termina con l’invecchiamento in botti di rovere. L’origine del suo nome si deve all’antico appellativo dei fondatori Pasetti e alle donne dell’azienda, aventi tutti i capelli rossi.

Il Testarossa Rosso Riserva è caratterizzato da un intenso color rubino e da piacevoli note di more, mirtilli, tabacco, vaniglia e cannella; il gusto è morbido, caldo e di buona persistenza.

Zona di produzione: Abruzzo

Annata: 2020

Alcool: 15%

Capacità: 150 cl

Azienda: Pasetti

Vitigno: Montepulciano d' Abruzzo

Denominazione: Montepulciano d' Abruzzo DOC

Abbinamenti consigliati: Il Testarossa Rosso Riserva si abbina perfettamente a carni rosse, formaggi stagionati, trippa e mozzarella.

E' un raffinato vino che proviene da un vero e proprio locus amoenus, dove i filari si stendono di fronte ai ruderi di una grotta-cantina, risalente al 1300 circa. Qui i monaci benedettini, scendendo dal Convento sito a San Benedetto in Perillis, minuscolo paesino aggrappato ai monti alle spalle di Valle Reale, vinificavano e conservavano il loro vino.

Un vino che proviene da grappoli di grande qualità e intensità aromatica. Di colore rosso rubino intenso, al naso sentori di frutti di bosco, frutta rossa e spezie. In bocca colpisce la sua struttura, persistenza con buona sapidità.

Il vino “Vigneto di Popoli” è una delle etichette d’eccellenza di Valle Reale, realizzata con viti che hanno circa 70 anni d’età, coltivate su terreni calcareo-argillosi. La fermentazione si svolge in serbatoi d’acciaio con soli lieviti indigeni e una macerazione sulle bucce di circa 10 giorni. Prima dell’imbottigliamento, il vino matura in tonneau di rovere francese per un periodo di circa 12 mesi.

Il Vigneto di Popoli è la parcella di 1 ettaro dedicato al Trebbiano d'Abruzzo; più a sud, si estende il vigneto più grande riservato per il Montepulciano d'Abruzzo. Il Montepulciano del Vigneto di Popoli è il figlio del vigneto più antico della proprietà. Tutte le file sono esposte a sud-est verso la Majella e i Monti del Morrone e beneficiano della presenza di una fitta foresta di querce che le delimita a ovest.

Il terreno, come per l'intero altopiano vicino a Popoli, si trova a 350 metri sul livello del mare. Il bosco che circonda il vigneto è ricco di specie vegetali, alberi ad alto fusto, arbusti e fiori, che proliferano grazie alla salubrità dell'aria e alla purezza delle acque della sorgente del fiume Pescara che scorre sotto il suolo del vigneto. L'integrità di questo ambiente favorisce lo sviluppo di ceppi di lievito autoctoni.

Passeggiando tra questi vigneti non sono rari i nostri incontri con la fauna selvatica che popola queste montagne, dai cervi ai tassi, alle volpi, fino agli avvistamenti eccezionali di alcuni esemplari di lupi.

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